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Soissons
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mwfqSoissons è un mwfgcomune francese di 29.997 abitanti situato nel dipartimento dell'mwfwAisne della regione dell'mwgaAlta Francia, una delle più antiche città della mwgqFrancia, antica capitale dei mwggSuessioni.

Contents

Storia
Origini
Note

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Storia

Origini

Il sito dove oggi sorge la città era già occupato in epoca preistorica dai mwhwSuessioni, popolo della mwiaGallia Belgica politicamente e militarmente alleato dei vicini mwiqRemi. I Suessioni dominavano sulla Gallia belgica, un impero che si estendeva fino alla mwigBritannia, e possedevano 12 mwiwmwjaOppidum principali. Intraprendevano funzioni religiose, legami politici e commerciali marittimi. L'insegnamento religioso del mwjqDruidismo era dispensato direttamente dal collegio sacro dell'Isola di Mona, l'attuale mwjgAnglesey, e mwjwBoulogne era allora il suo principale porto.

Il luogo esatto dellmwkq'mwkgoppidum principale, mwkwNoviodunum, non è ancora certo: è conteso fra i villaggi di mwlaPommiers e mwlqVilleneuve-Saint-Germain.

Antichità

Le guerre galliche

Nel momento della mwnqConquista della Gallia da parte dei mwngRomani, guidati da mwnwCesare, il re dei Suessioni, Galba, che significa prudente e giusto, si alleò alla coalizione dei mwoaBelgi, mentre i Remi, nonostante i legami che li riunivano ai Suessioni, passarono dalla parte dei Romani. Nel 57 a.C., durante la mwoqBattaglia del fiume Axona, le truppe belghe si riunirono a nord, oltre l'mwogAxona, lasciando delle guarnigioni minori nei siti a sud del fiume.

Cesare volle subito approfittarne per passare alla conquista delle città meridionali, fra le quali Noviodunum. Ma l'attacco a quest'ultima, anche se giudicata facile da prendere perché povera di difensori, fallì a causa del largo fossato e delle alte mura. Sarà presa solo dopo un lungo assedio quando Galba si arrese. La capitolazione, favorita anche dall'intercessione dei Remi, fu suggellata dalla consegna di ostaggi (tra cui due figli dello stesso re Galba) e di tutte le armi che tenevano nella loro capitale.

Sempre per intercessione dei Remi, Noviodunum venne considerata dai Romani come "Libera" e non tenteranno più di attaccarla. Tuttavia spostarono il loro centro politico verso una nuova colonia fondata nel 20 a.C.cite-ref-ville-soissons-fr-2-0[2] negli immediati: mwqqAugusta Suessionum. Queste vicende sono raccontate nel mwqgmwqwDe bello Gallico di Cesare.

Il periodo gallo-romano

mwtaAugusta Suessionum fu principalmente popolata da mwtqlaeti e cittadini romani che fecero prosperare la città, impiantata sugli assi di comunicazione fra il porto di Boulogne e il resto della Gallia. Crebbe velocemente tanto che nella seconda metà del I secolo d.C.cite-ref-ville-soissons-fr-2-1[2] venne dotata di un teatro di 20.000 posti, sola testimonianza della gloria imperiale.

Alla fine del III secolo Soissons divenne sede episcopale e città di pari importanza alle già potenti mwuwDurocortorum (mwvaReims), mwvqRotomagus (mwvgRouen) o mwvwSamarobriva (mwwaAmiens). La leggenda del "Castello di Alabastro" è nata dalla scoperta e utilizzo delle rovine romane di Soissons a partire dal 1551, quando vennero alla luce stanze voltate e dipinte, mosaici, sculture in marmo, mwwqalabastro, mwwgdiaspro, mwwwporfido, mwxaavorio, oro e argento. Inoltre una nota nella mwxqmwxgNotitia dignitatum attesta la presenza di una fabbrica d'armi nella caserma della XXV legione, sul sito del Castello d'Alabastro. Da allora fino all'inizio della prima guerra mondiale si sono svolti innumerevoli scavi archeologicicite-ref-3[3].

Dopo la mwzacaduta dell'Impero romano d'Occidente, Soissons resistette alle invasioni barbariche divenendo la capitale del cosiddetto mwzqRegno di Soissons. Guidato dal mwzgmwzwmagister militum mwaaEgidio, dal mwaqcomes Paolo e infine da suo figlio mwagSiagrio, fu l'ultimissimo territorio dell'Impero Romano d'Occidente a cadere in mano agli invasori. Nel 486 Siagro perdette l'ultima battaglia di Roma contro i barbari: la mwawBattaglia di Soissons, dove i mwbaFranchi, guidati dal re mwbqmerovingio mwbgClodoveo sconfissero il generale romano sotto le mura di Soissonscite-ref-ville-soissons-fr-2-2[2]. Alla battaglia è legata la tradizionale narrazione dell'episodio del mwcw"vaso di Soissons" raccontata da mwdaGregorio di Tours.

Siagro fu imprigionato dai Franchi, poi dai mwdgVisigoti, i quali lo ricedettero nuovamente ai primi, che lo uccisero su ordine di Clodoveo.

Medioevo

Capitale del Regno Franco

Soissons divenne la capitale del mwhqregno dei Franchi fino alla morte di Clodoveo nel 511, quando il regno venne diviso fra i figli. La città in seguito fu la capitale del nuovo regno di mwhgNeustria (o occidentale), guidato da mwhwClotario I, e la sua regione fu teatro di periodici scontri fra la Neustria e l'mwiaAustrasia durante la cosiddetta mwiqguerra civile franca.

Nel 718 la seconda mwiwBattaglia di Soissons, combattuta sotto le mura della città, segnò la sconfitta del regno di Neustria, che venne ricongiunto al regno di mwjaAustrasia da mwjqCarlo Martello, ufficialmente mwjgMaggiordomo di palazzo dei re merovingi. Nel 752 suo figlio mwjwPipino il Breve si fece riconoscere mwkaRe dei Franchi al posto dell'ultimo dei Merovingi, mwkqChilderico III, da un'assemblea di nobili (mwkgleudes) e vescovi tenutasi a Soissons. Il 28 giugno mwkw754 venne incoronato nella mwlacattedrale da mwlqSan Bonifacio, e venne riconosciuto immediatamente da mwlgpapa Zaccaria.

Nel mwma768, dopo la morte di mwmqPipino il Breve, vi fu incoronato mwmgCarlomanno, mentre a pochi chilometri di distanza a mwmwNoyon veniva incoronato re anche il fratello mwnaCarlo Magno. Sotto la dinastia dei mwnqCarolingi iniziarono gli attacchi dei mwngNormanni: dopo i saccheggi di mwnwSan Quintino e di mwoaChâteau-Thierry, la stessa Soissons resistette con difficoltà al loro attacco nell'mwoq886. Il suo sito, all'incrocio di importanti vie di comunicazione, se da un lato la favoriva economicamente, dall'altro ne faceva un centro di battaglie. Infatti oltre, a quella del 486 tra Franchi e Romani e quella del 718 nella guerra civile dei Franchi, si ebbero una terza battaglia di Soissons, nel 923, fra i re di Francia mwowCarlo III il Semplice e mwpaRoberto I; e ancora una quarta, nel 978, che vide mwpqLotario IV e mwpgUgo Capeto contro mwpwOttone II di Sassonia per il controllo della mwqaLorena. Inoltre nel 948 il duca dei Franchi mwqqUgo il Grande, in ribellione contro il re mwqgLuigi IV di Francia, assediò Soissons. I tiri delle frecce infuocate raggiunsero la cattedrale, che s'incendiò. Ben presto l'incendio divampò in tutta la città, che ne uscì distruttacite-ref-4[4]

La pace francese

Con mwtgLuigi VII di Francia e mwtwFilippo Augusto il territorio della mwuaFrancia andava sempre più delineandosi e con la pace Soissons poté approfittare del suo ruolo di crocevia vedendo accrescere la sua economia e ricchezza. Con la prosperità nuovi edifici religiosi vennero costruiti e i vecchi rinnovati o trasformati. Fra il XII e il XIII secolo la città diviene un vero cantiere che produsse edifici mwuqgotici di prim'ordine, quali la nuova mwugcattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, iniziata nel 1176, o l'mwuwAbbazia di San Giovanni delle Vigne notevolmente ingrandita nel XIII secolo.

Storia moderna

Il 21 maggio del 1414 la città è saccheggiata dagli mwwgArmagnacchi.

Nel XVI secolo si costruì una nuova cinta muraria che inglobava la parte meridionale della città e l'Abbazia di San Giovanni delle Vignecite-ref-ville-soissons-fr-2-3[2]; ma nella seconda metà del '500 Soissons fu colpita dalla peste e dalle guerre di religione. Infatti nel 1567 la città fu presa dai mwyaProtestanti, che danneggiarono soprattutto gli edifici religiosi.

Fra XVII e XVIII secolo, Soissons divenne una piccola capitale di provincia, nominata capoluogo di una mwygGénéralité, fu sede dell'Intendente, rappresentante del Re per la Polizia, la Giustizia e la Finanza. La città si arricchì di palazzi nobiliari e soprattutto venne edificato fra il 1772 e il 1775 il Palazzo dell'Intendenza, dal 1834 Municipio.

Fra il 1728 e il 1731 vi si tenne il Congresso di Soissons, atto a regolare la questione della successione del mwzaDucato di Parma; dove Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria, Spagna e Russia si riunirono per evitare un conflitto europeocite-ref-5[5].

Rivoluzione e Impero

Soissons perse la sua funzione di capoluogo della Généralité nel 1791, quando, malgrado l'opposizione di mw1wLouis Antoine de Saint-Just, il titolo viene passato alla città di mw2aLaon, più centrale.

Durante la mw2gRivoluzione francese l'abbazia di Notre-Dame, uno dei più grandi conventi femminili della Francia settentrionale, venne distrutta. Nel 1792 Soissons, che contava allora circa 8.000 abitanti, a causa della sua posizione strategica, vide l'arrivo di 20.000 soldati rivoluzionari che cacciarono i canonici dall'abbazia di San Giovanni delle Vigne e la trasformarono in deposito di materiali e viveri. La città infatti costituiva un bastione di difesa per mw2wParigi.

Soissons è anche celebre per essere stata designata dalle diplomazie francese e austriaca quale luogo d'incontro tra i novelli sposi mw3qNapoleone Bonaparte e mw3gMaria Luisa d'Asburgo-Lorena, dopo la celebrazione a mw3wVienna del loro matrimonio per procura.cite-ref-napol-6-0[6] Tuttavia Napoleone, il 23 marzo mw5a1810, preferì anticipare l'incontro e la carrozza con gli sposi cambiò itinerario, con grande delusione delle autorità locali e della cittadinanza.cite-ref-napol-6-1[6]

Durante la mw6gguerra della Sesta coalizione, il 14 febbraio 1814 le truppe russe del maresciallo mw6wAleksandr Ivanovič Černyšëv assediarono la città, poi il 3 marzo seguente arrivarono anche le truppe prussiane di mw7aGebhard Leberecht von Blücher. Soissons si arrese quasi senza combattere. Se da un lato il generale mw7qJean-Baptiste Dominique Rusca difese la città fino alla morte, avvenuta il 14 febbraio, dall'altro Jean-Claude Moreau, suo rimpiazzante, si arrese causando l'unione delle forze prussiane con quelle russe. Così più di centomila uomini presero lo mw7gChemin des Dames e si diressero alla mw7wbattaglia di Craonne del 7 marzo e alla mw8abattaglia di Laon del 9-10 marzo. mw8qNapoleone era infatti sui passi di Blücher, e superiore in forze armate, perciò aveva dato ordine a Moreau di tenere a qualunque costo. Voleva sconfiggere Blücher prima dell'eventuale unione con i russi, ma nonostante l'intervento eroico dei polacchi della "Legione della Vistola", Moreau ebbe paura e mandò all'aria i piani imperiali.

Storia contemporanea

Durante la mw9aguerra franco-prussiana, Soissons, difesa da circa 4.000 uomini, venne chiamata ad arrendersi l'11 settembre 1870, ma davanti al rifiuto, la città viene assediata e bombardata da mw9qBelleu fino al 16 ottobre.

In seguito tutte le fortificazioni, assai provate, vennero via via smantellate e si procedette a un nuovo piano urbanistico che vide la creazioni di ampi viali. Il sistema militare di difesa venne infatti rinnovato fra il 1874 e il 1885 secondo il mw9wSistema Séré de Rivières, che prevedeva la costruzione del Fort Condé negli immediati dintorni, di quello della Malmaison sullo Chemin des Dames, e anche l'ampliamento dell'arsenale.

La città venne raggiunta da una linea ferroviaria secondaria della periferia di mw-qReims. Inoltre un mw-gtram urbano circolò dal 1907 al 1948.

La Prima guerra mondiale

Soissons è una città-martire della mwaqeprima guerra mondiale. Dapprima, presa il 31 agosto 1914 dall'armata tedesca, venne recuperata dai Francesi il 12 settembre 1914 in seguito alla mwaqiPrima battaglia della Marna.

Il fronte si stabilì a nord della città, che fu ampiamente bombardata fino al 1917. Il 29 maggio 1918 la Divisione marocchina del Reggimento di marcia della mwaqqLegione straniera venne inviata a ovest di Soissons, caduta in mani nemiche. Malgrado la superiorità del nemico, la Legione straniera tenne posizione e Soissons fu definitivamente liberata nel corso dell'estate.

Dopo la guerra la città venne ricostruita, e in particolare la cattedrale, assai danneggiata.

La seconda guerra mondiale

Sotto l'occupazione della mwaqgseconda guerra mondiale la comunità ebrea di Soissons venne deportata durante due rastrellamenti: il primo, ad opera della polizia cittadina il 17 luglio 1942, e il secondo, il cosiddetto mwaqkRastrellamento del Velodromo d'Inverno, il 4 gennaio 1944 da parte della mwaqoGestapo.

Dopo l'appello del mwaqwgenerale de Gaulle del 18 giugno 1940 fu attuata una rete di resistenza a Soissons, sostenuta e operata dai giornali mwaq0La Première heure e mwaq4La Vérité Française, quest'ultimo affiliato a quello mwaq8parigino. Ma i mwaraPartigiani furono traditi. Un diciottenne belga, Jacques Desoubrie, contattò Daniel Douay, redattore del giornale locale di mwareVérité française, facendosi passare per un perseguitato, ma in realtà operava per la Gestapo. Così riuscendo a diventare segretario del Conte de Launay a Parigi, ottenne tutte le informazioni necessarie.

Il 25 novembre 1941 la Gestapo organizzò dei rastrellamenti a Parigi, mwarmBlois e Soissons, imprigionando tutti i partigiani a Fresnes. Anche se non parlarono, furono tutti fucilati il 27 ottobre 1942 alla Caserma Balard.

Il 23 agosto 1944, verso mezzanotte, dei mwarumwaryMaquisards del gruppo Aurèle, comandati da Lucien Berger e guidati da mwarcmadame Delhaye e mwargmadame Douai, vedove dei partigiani fucilati a Balard, per nascondere le armi e creare un arsenale servendosi delle fabbriche Zieckel, dove Delhaye era ingegnere, del cimitero municipale e delle cave. Il 28 agosto 1944 Soissons fu infine liberata dal 7º Corpo dell'Armata americana, anche grazie alla resistenza promossa da mwarkRoberte (pseudonimo di Raymonde Fiolet) sindaco della città.

Monumenti e luoghi d'interesse

• mwascCattedrale dei Santi Gervasio e Protasio. È una delle più grandi mwasgCattedrali gotiche francesi. Sorge nel cuore della città e rappresenta uno dei più significativi esempi dell'mwaskarchitettura gotica. Venne eretta a partire dal braccio destro del mwasotransetto nel XII secolo e terminata con la facciata e il braccio sinistro del transetto nel XIV secolo.
• mwaswAbbazia di San Giovanni delle Vigne. Antica mwas0abbazia giovannita fondata nel 1076 da mwas4Ugo il Grande. Divenne una delle più ricche del mwas8Medioevo, e infine semi-distrutta nel 1805. Restano importanti resti dei mwatachiostri, il bellissimo mwateRefettorio duecentesco e soprattutto la grandiosa facciata a torri della chiesa costruita fra XIII e XIV secolo.
• Abbazia di mwatmSan Leodegario. Appartenuta ai mwatqGenovefani ospita oggi il Museo Archeologico. Il complesso è formato dalla Chiesa abbaziale, con coro e transetto duecenteschi e navata-facciata rifatte tra XVII e XVIII secolo, dal Chiostro e dalla mwatuSala capitolare del XIII secolo e dall'antico Palazzo Abbaziale che ospita le collezioni.
• Chiesa di San Pietro, edificio del XII secolo.
• mwatgAbbazia di San Medardo. Sorge sull'altra riva del fiume Aisne, nel sobborgo di Saint-Waast. Venne fondata nel IX secolo e divenne la mwatknecropoli dei re mwatoMerovingi. Non ne restano che la mwatscripta e la mwatwSala capitolare duecentesca.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Amministrazione

Gemellaggi

• mwauuEisenberg
• mwaugStadthagen
• mwausCâmpulung
• mwau4Banamba
• mwaveBerkane
• Tibouamouchine

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwavsINSEE popolazione legale totale 2009
cite-note-ville-soissons-fr-22. mwawu(mwawymwawcFR) mwawgmwawkSito ufficiale della città di Soissons, su mwawoville-soissons.fr.
cite-note-33. mwaw4(mwaw8mwaxaFRmwaxe) Denis Defente, "Soissons Romain - Les archives d'un sous-sol à redécouvrir", mwaxiRevue archéologique de Picardie, Volume III, 1984, pp. 205-222
cite-note-44. mwaxy(mwaxcmwaxgFRmwaxk) Jean-Pierre Leguay, mwaxoLes catastrophes au Moyen Age, Ed. J.-P. Gisserot, coll. «Les classiques Gisserot de l'histoire», Parigi, 2005, 224 p. (ISBN 978-2-877-47792-5 e 2-877-47792-4, OCLC 420152637)., p. 37.
cite-note-55. mwax8(mwayamwayeFR) mwayimwaymSito idref.fr, su mwayqidref.fr.
cite-note-napol-66. Max Gallo, mwayoNapoléon, Paris, Edition Robert Laffont, 1997, ISBN 2-221-09796-3 (nella traduzione edita da Arnoldo Mondadori per la Biblioteca Storica del quotidiano mwaywIl Giornale), p. 665

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su soissons.fr.
• citerefbritannica-com(EN) Soissons, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.